(pensando ai miei morti)
di Rita Muscardina di Neresine (isola di Lussino)
L’arco della luna teso nel cielo
e un carro di nuvole e di stelle a percorrere
sentieri d’immenso.
Era incanto nella notte
quella casa bianca sospesa nel vento,
nella sua lunga ombra scura
adesso si riflette l’anima degli assenti
che abitano il freddo della terra
in un’attesa d’infinito.
È rimasta un sogno sospeso
sulla finestra che apre al mare
mentre nel cielo si disperde il fumo del camino
e alla sera ancora puoi sentire quelle voci,
quasi un sussurro dietro un velo sottile di pioggia.
Laggiù la chiesa di pietra e sale,
il campanile affacciato sulla solitudine marina
e il cimitero raccolto nella quiete dei cipressi.
Una carezza di stelle sul volto pallido
di questa sera affranta
e il tempo che sulle tombe cancella le orme dolci.
Fugge il mare al mare
mentre penso ai miei morti,
ombre lievi nel riflesso di onde al tramonto.
Adesso abitano case di vento
nella tenera meraviglia dell’immensità.