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dei liberi pensatori

di Silva Bon

         E subito si pone, forte e impellente la domanda: chi era il console Skarpas? Cosa sappiamo di lui?

Le poche informazioni raccolte parlano di una quasi “doppia identità”: infatti Skarpas si firmava Loudovikos Skàrpas quando scriveva in greco, Luigi Scarpas o Scarpa quando usava i caratteri latini. Particolare non secondario, che ha creato una questione di omonimia, quando mi sono rivolta ai funzionari dell’Archivio Centrale dello Stato di Roma, per trovare ulteriore documentazione sul personaggio in questione. È esistito infatti un omonimo Luigi Scarpa, nato nella regione italiana dell’Abruzzo, che ha fatto carriera negli anni del regime fascista, pur aderendo in gioventù a ideali socialisti: anche lui raggiunge, all’interno della carriera diplomatica, il titolo di console. Ma questa si è rivelata fin da subito una falsa e impossibile pista di ricerca.

Loudovikos (o Aloísios) Skarpas nasce a Corfù il 22 maggio 1896.

Si può solo far menzione del fatto che è stato il primo marito di Maria Desylla-Kapodistria (25/03/1898-15/08/1980), prima donna a essere eletta Sindaco in Grecia, nell’isola di Corfù. Da lei ha avuto due figlie e hanno divorziato nel 1928.

Negli anni Venti, prima del 1926, Skarpas riveste il ruolo di console in Albania.

Prende servizio a Trieste il 17 marzo 1938, e pone la sede dell’ufficio in piazza Dalmazia, 3, mentre la sua abitazione è sita in via Rossetti, 36. 

Con lui collaborano strettamente il viceconsole onorario Christos Nicolaìdis, residente in Pendice Scorcola n.238; e il Consigliere commerciale Anastassakis, che alloggiava in via Beccaria, 8. Funge da segretario del Consolato il signor Metallinòs, che abitava in Scala Belvedere, 2.

Nel 1939 l’allora Ministro degli Esteri Conte Galeazzo Ciano chiede al console greco di Trieste Skarpas di lasciare entro 24 ore l’Italia, a causa del suo atteggiamento antinazionale. Il console greco era considerato indesiderabile perché aveva dato aiuto a molti Ebrei, sostenendoli nella loro fuga dall’Italia in cerca di un asilo sicuro in Grecia, oppure in Palestina, o in altri paesi europei, oppure perfino nelle Americhe. Skarpas riesce però a restare in servizio almeno fino al 28 Giugno 1940.

Subentra dunque nel ruolo di console, come gestore provvisorio del Consolato, Cristo Nicolaìdis.

La rappresentanza viene chiusa a causa della dichiarazione di guerra dell’Italia contro la Grecia il 31 ottobre 1940, pochi giorni dopo l’effettiva data dell’aggressione, che cade il 28 ottobre 1940. Il personale greco viene rimpatriato e gli interessi della Grecia vengono momentaneamente assunti dal Consolato svizzero.

In una circolare reperita presso l’Archivio di Stato di Trieste, Fondo Prefettura Gabinetto, di data Roma, 1° marzo 1942, firmata da Galeazzo Ciano, Ministro degli Esteri, si leggono la data della dichiarazione di guerra o della rottura o sospensione delle relazioni diplomatiche. La nota recita: Con l’occupazione della Grecia è venuta a cessare sia la protezione degli interessi italiani in Grecia – già assicurata dall’Ungheria – sia quella degli interessi greci in Italia.

Loudovikos Skarpas muore nel 1947 ed è sepolto a Corfù.

Mi sembra importante sottolineare l’eccezionalità del corpus documentario prodotto dal Consolato Greco di Trieste, attraverso le persone dei consoli Skarpas e Nikolaìdis, che, con responsabilità temporali diverse, comunque assumono posizioni indubitabili di filosemitismo, proprio negli anni drammatici e ostili della Shoah.

         Nel mio lavoro di analisi, interpretazione, narrazione storiografica ho proceduto in modo da dare la maggior visibilità e importanza possibili alla massa dei quasi duecento documenti inediti: infatti ho volutamente inserito i testi in forma strettamente legata e conseguente al loro studio e contestualizzazione, in modo da valorizzare al massimo il loro significato e peso storico – politico, che deve essere inteso come un onore per tutta la Comunità Greca di Trieste.

         Rimando alla lettura esaustiva del libro: Silva Bon, Loudovikos Skarpas. Il Consolato Greco a Trieste negli anni della Shoah. (1938-1940), Istituto Regionale di Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, Trieste 2020.

 

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