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dei liberi pensatori

Anna Piccioni

 Ho scoperto Zafon attratta dal titolo del suo romanzo ”L'ombra del vento”: ombra e vento sono parole ricche di suggestione. Come al solito il libro mi ha coinvolta da subito. Sapendo che questo romanzo fa parte di una trilogia non ho potuto esimermi dalla lettura degli altri “Il prigioniero del cielo” e “Il gioco dell'angelo”. Ė indifferente da quale si inizia ogni romanzo è una storia a sé. Tutti sono ambientati a Barcellona, in tempi differenti: primo novecento e il periodo del franchismo. In tutti e tre i romanzi ci sono elementi che si ripetono: il  cimitero dei libri dimenticati, un labirinto, e la famiglia Sempere da tre generazioni proprietaria di una libreria di libri usati. Padre e figlio Sampere hanno un vero e proprio culto per il libro: i libri  custodiscono l'anima di chi li ha scritti e di chi li ha letti e di chi li ha sognati. La libreria è luogo o meglio rifugio per anime che si perdono.

 

Zafon nei suoi romanzi intreccia storie che portano il lettore a volte ad andar a cercare il bandolo di matasse aggrovigliate. Gli stati d'animo dei protagonisti si rispecchiano nella città afosa o sferzata dal vento invernale; l'atmosfera è sempre crepuscolare nel senso di decadimento. Come se Barcellona, città dei maledetti, fosse una prigione: una Barcellona ammorbata da effluvi mortali. Le periferie con la loro umana varietà sono uguali a se stesse. I muri di vecchie case abbandonate, un tempo residenze ricche di vita, raccontano storie tragiche dimenticate, ma basta un indizio per trascinare nel precipizio. Non saprei dire se i romanzi di Zafon sono fiabe o realtà, direi che il mondo della realtà scorre parallelo a un mondo abitato da fantasmi. 

Lo stile dello scrittore spagnolo richiama molto il “realismo magico”.

Non mancano nei tre romanzi figure inquietanti sempre nascoste nell'ombra: “L'uomo nero” che vive nei nostri incubi prende forma e vita nelle storie di Zafon; e il lettore non sempre è solo spettatore, a volte entra nella storia, consiglia il protagonista, rimprovera la sua incapacità a valutare le conseguenze delle sue azioni.

Ogni personaggio non solo il narratore, ma anche tutti quelli che fanno da cornice, è autonomo con una storia sua; questa forse è la ragione per cui si può dire che nella scrittura di Zafon il lettore si perde.

Ne “Il gioco dell'angelo” la storia inizia nel 1917, il protagonista David Martìn vuol diventare scrittore “...non dimentica mai la prima volta che avverte nel sangue il dolce veleno della vanità...”; e quando arriva il successo ha inizio una vita da incubo.

Ne “Il prigioniero del cielo” la storia inizia nel 1957, uno sconosciuto acquista il romanzo “Il conte di Montecristo” e vuole sia dato a Fermin, strano personaggio ricco di saggezza e umanità aiutante dei Sempere. E dal 1957 si va indietro al 1939 nella fortezza sulla collina del Montjuic.

Ne “L'ombra del vento” siamo nel 1945 protagonista è il giovane Daniel Sempere e un libro, “L'ombra del vento”, trovato nel Cimitero dei libri dimenticati.

Alla fine i veri protagonisti sono i libri che racchiudono l'anima di chi li ha scritti, di chi li ha letti e di chi li ha sognati.


Carlos Ruiz Zafon (Barcellona, 25 settembre 1964 – Los Angeles, 19 giugno 2020) 
scrittore spagnolo.

 

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